Diritti e Legalità

Chiesa: “Eliminare i privilegi degli ex consiglieri regionali”

 

Chiesa: “Eliminare i privilegi degli ex consiglieri regionali”

 

 

 

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) durante la dichiarazione di voto  relativa all’assestamento di bilancio ha preannunciato la presentazione di un ordine del giorno al fine di limitare l’uso del posteggio gratuito nell’area di sosta G3 in via D’Annunzio.

 

A fronte della manovra nazionale fatta dal Governo Monti in tema di speding review la Regione Liguriadeve adeguarsi al fine di reperire risorse finanziarie tagliando sulla “carne viva” dei cittadini.

 

E’ opinione del consigliere Chiesa che i consiglieri regionali, come del resto i parlamentari, concluso il mandato non devono godere di favoritismi di nessun genere escluso il vitalizio maturato, al quale hanno contribuito con loro versamenti.

 

Attualmente il Consiglio Regionale dispone dell’area di sosta G3  che oltre i consiglieri in carica viene utilizzata in modo gratuito soprattutto da ex consiglieri regionali.

 

Chiesa sottolinea l’importanza, come messo in evidenza dagli organi di stampa, di porre fine in tempi brevi a questi privilegi che contribuiscono a creare un sempre maggiore distacco tra i cittadini e i loro rappresentanti in seno alle istituzioni.

 

 

Genova 7 agosto 2012

 

 

Chiesa: “Strada del Bracco garantire la sicurezza”

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha presentato stamani una interrogazione al presidente della giunta per sapere quali iniziativela Regione Liguria  intende intraprendere nei confronti dell’Anas e delle forze dell’ordine per garantire la giusta sicurezza a tutti i cittadini residenti lungo la strada che porta al Passo del Bracco e alle migliaia di turisti e viaggiatori  che percorrono quel tratto della SS 1 Aurelia.

 

L’interrogazione arriva a seguito dell’ennesimo incidente mortale sul passo del Bracco avvenuto lo scorso 12 maggio.

 

I tornanti della strada che porta al passo del Bracco tra Trigoso in Comune di Sestri Levante e Mattarana in Comune Carrodano, purtroppo, continuano ad essere utilizzati, da una minoranza di motociclisti, come una pista dove sfidarsi a gare di velocità.

 

La situazione mette a rischio la sicurezza dei residenti nelle frazioni attraversate dalla strada, nonché quella delle migliaia di turisti e altri utenti che passano in quel tratto stradale per raggiungere le località turistiche della riviera spezzina e di levante.

 

Non a caso i cittadini residenti si sono costituiti nel Comitato delle colline de Bracco, oltre 500 firme raccolte, con lo scopo di sensibilizzare le istituzioni preposte a mettere in atto le misure necessarie a debellare questo fenomeno, ristabilendo la sicurezza lungo la strada del Bracco.

 

Malgrado le ripetute promesse, l’ennesimo tragico incidente ripropone con tutta la gravità del caso la questione, in quanto ad oggi nessuna efficace misura è stata adottata e il problema con l’arrivo della primavera si è nuovamente manifestato per questo Chiesa ha presentato l’interrogazione alla giunta.

 

Nel 2010 quando Chiesa ricopriva il ruolo di assessore regionale alle Infrastrutture aveva promosso un incontro sul Bracco, in località Cà da Matta, con i rappresentanti della Province di Genova e Spezia per trovare una soluzione al problema.

Il testo dell’interrogazione presentata dal consigliere Chiesa

 

Oggetto: ancora un aumento nelle tariffe dell’acqua

 

Premesso

 

che la Conferenza dell’ Ato della Provincia di Genova in data 9 marzo2012 haprovveduto ad approvare l’articolazione tariffaria per l’anno 2012;

 

Constatato

 

che la tariffa reale media dell’anno 2012 è determinata incrementando le tariffe applicate nell’anno 2011, del “k” previsto nella misura del 5% e del tasso di inflazione programmata pari all’1,5%;

 

Preso atto

 

che si resta ancora in attesa dell’entrata in funzione della costituenda Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia d’acqua che dovrà procedere alla definizione delle componenti del costo per la determinazione della tariffa tenendo altresì conto dell’esito referendario;

 

Verificato

 

che nonostante l’esito del referendum sia pienamente applicabile come ampiamente chiarito dalla Corte Costituzionale,la conferenza Atoha stabilito che non sussistono, ad oggi, le condizioni per assumere decisioni che comportino la modifica della tariffa rispetto agli esiti referendari;

 

che il quesito ha abrogato definitivamente il profitto del gestore privato, che ammonta mediamente, per i Comuni della provincia di Genova, al 22,4% della bolletta per l’anno 2011, e al 22,8% l’anno 2012;

 

Considerato

 

che, nonostante quanto sopra esposto è stato deciso un sostanziale aumento che pare ingiustificato anche di fronte alla grave crisi in atto che attanaglia le famiglie della Liguria:

 

 

               INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

per conoscere:

quali provvedimentila Regione Liguriaintenda assumere affinché a distanza di circa un anno dalla sua attuazione l’esito referendario sia garantito;

 

i tempi e i modi della revisione della Legge regionale n. 39/2008 che istituiva la Autorità d’ambito per l’esercizio delle funzioni degli enti locali in materia di risorse idriche e gestioni rifiuti ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n,152 (norme in materia ambientali).

 

 

                                                                              Ezio Chiesa

 

Tigullio: “Proliferano le sale scommesse”

 “Invitiamo il sindaco di Chiavari Agostino ad assumere tutti i provvedimenti necessari al fine di impedire il proliferare della sale giochi nel centro della città”

 I consiglieri regionali Armando Ezio Capurro e Ezio Chiesa segnalano l’aggravarsi di un fenomeno che sembra contagiare numerose località del Tigullio.

 “A Chiavari, infatti, ha aperto i battenti in pieno centro, in Galleria Garibaldi – affermano i due consiglieri – una sala scommesse dove sulle vetrine viene magnificata la possibilità di ottime vincite investendo solo pochi euro”.

 

I cittadini di Chiavari sono preoccupati che possa ripetersi quanto potrebbe avvenire a Rapallo dove ben cinque sale giochi stanno preparando la documentazione per l’apertura.

 

“I Comuni hanno diversi strumenti – concludono Capurro e Chiesa – per contrastare un fenomeno che assume aspetti sempre più preoccupanti, tra questi, la possibilità di apportare delle varianti al Piano Urbanistico”.

 

La giunta guidata da Agostino ha il dovere di intervenire per scoraggiare quanti intendono intraprendere tali attività, il silenzio del palazzo comunale di fronte a tali fatti lascia molto perplessi.

 Genova, 30 novembre 2011

 

Chiesa: “Garantire la sicurezza nel Tigullio e Golfo Paradiso”

“A causa dei tagli previsti dalla Finanziaria, entro i primi mesi del prossimo anno, si paventa un riordino dell’arma dei carabinieri nel Tigullio e Golfo Paradiso che potrebbe creare non pochi problemi per quanto attiene alla sicurezza”.

 

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha discusso oggi, in consiglio regionale, l’ interrogazione presentata la settima scorsa al presidente della giunta Burlando per sapere quali provvedimenti l’ente di piazza De Ferrari intende adottare per sollecitare il Governo e il Ministero compente ad intervenire al fine di garantire la permanenza dei militari nel Tigullio e Golfo Paradiso.

 

Chiesa ha ricordato come, la sostituzione della compagnia di Sestri Levante con una tenenza che, al massimo, potrà contare su 25 uomini, e lo smantellamento del nucleo operativo e  radiomobile può comportare gravi conseguenze sul territorio.

 

“Come se non bastasse – continua Chiesa – l’attuale sede dove è ubicato il comando dell’arma a Sestri Levante risulta inadeguata e fatiscente, non a caso è stata teatro di polemiche tra il ministero competente e l’amministrazione comunale”.

 

Chiesa sottolinea inoltre  che anche i commissariati di polizia di Chiavari e Rapallo  sono stati interessati a riduzione di personale.

 

“Il problema della sicurezza è molto sentito dalla popolazione – continua Chiesa – in quanto oltre alla consueta delinquenza assistiamo ora a fenomeni di criminalità legati alle baby gang”.

 

L’assessore regionale alla Sicurezza Montaldo ha promesso il suo interessamento presso il prefetto di Genova al fine di conoscere i programmi del  ministero degli Interni sull’ eventuale riduzione della presenza dell’arma dei carabinieri nel Tigullio e Golfo Paradiso

Oltre la chiusura della compagnia carabinieri di Sestri Levante e di almeno due stazioni locali quali: Rezzoaglio (accorpata a Santo Stefano) e Cicagna (accorpata a Gattorna), problemi sembrano anche sussistere per quanto riguarda la stazione di Uscio che ha competenza territoriale su Tribogna e Avegno.

 

 

“La presenza delle forze dell’ordine sul territorio è elemento indispensabile al fine di garantire alla popolazione residente la dovuta sicurezza – conclude Chiesa -  soprattutto nell’entroterra i carabinieri rappresentano un presidio indispensabile per il controllo di un territorio spesso molto vasto”.

 

 

Genova, 11 ottobre 2011

 

 

Chiesa: “Piano Casa, il ministero per i Beni culturali deve intervenire per garantirne la piena attuazione”

“Quali iniziative la Regione Liguria intenda intraprendere, anche nei confronti del ministero dei Beni culturali e delle amministrazioni provinciali, per giungere ad una proficua collaborazione segnatamente ai ruderi nelle zone sottoposte a vincolo paesaggistico – ambientale, per assicurare la piena applicabilità delle norme contenute nella legge del Piano Casa”.

Il consigliere regionale Ezio Chiesa ha presentato una interrogazione al presidente della giunta Burlando affinché vengano risolte una serie di problematiche che finiscono per riguardare molti Comuni del Tigullio e dell’entroterra dove bisogna agevolare quanti devono demolire vecchi ruderi per favorire la ricostruzione eliminando il degrado”

“In particolare gli inconvenienti maggiori si riscontrano – afferma Chiesa – per quanto riguarda gli interventi di demolizione-ricostruzione”.

La legge del Piano casa, a fini premiali, concede la possibilità di aumentare le volumetrie degli edifici per incentivare l’adeguamento funzionale, architettonico e ambientale degli immobili, nonché la riqualificazione urbanistica, paesistica e/o ambientale attraverso il rinnovo del patrimonio edilizio esistente in condizione di rischio idraulico o idrogeologico o di incompatibilità urbanistica, anche mediante l’applicazione di nuove tecnologie per la sicurezza antisismica, l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale degli edifici;

“Molti Comuni liguri assentono a progetti di demolizione con ricostruzione in sito, relativi ad edifici rurali che si trovano in condizioni di criticità statico-strutturali, con rischio per la pubblica e privata incolumità – avverte Chiesa – in concreto, si tratta di vecchi, pericolanti edifici rurali, spesso già pesantemente modificati negli anni Cinquanta e Sessanta utilizzati in un lontano passato come abitazioni o ricovero animali/fienile, che hanno perso ogni rapporto diretto con il fondo agricolo, destinati irrimediabilmente a cadere in rovina”

Sovente ad intervenire sono i proprietari con l’obiettivo di realizzare piccole abitazioni da destinare a residenza propria o dei figli, senza alcun intento speculativo come nello spirito della legge.

“Purtroppo, spesso, i progetti di demolizione e ricostruzione approvati dai Comuni vengono respinti dai servizi di tutela del paesaggio delle Provincie e dalla Soprintendenza dei beni architettonici e paesaggistici della Liguria – conclude Chiesa – con generiche motivazioni che descrivono l’edificio oggetto di demolizione come esempio di architettura tipica da tutelare, dimenticando che sull’immobile non esiste alcun vincolo puntuale”.

Tale situazione crea profondo sconcerto nelle amministrazioni comunali e nei soggetti proponenti che, incentivati dalle norme contenute nella legge, affrontano i pesanti costi di progettazione per vedere vanificati i loro sacrifici dai dinieghi formulati dai servizi di tutela dell’ambiente delle Provincie e dalla Sopraintendenza, con l’unico effetto di accelerare la caduta in rovina dei suddetti edifici, in quanto di fatto l’unico intervento ammissibile è quello del risanamento conservativo inattuabile sia sotto il profilo dei costi che dei risultati funzionali.

Genova, 15 giugno 2011

Chiesa: “Chiusura Comunità meno risorse per l’entroterra”

L’epilogo delle Comunità Montane parte da lontano, da quando il Governo Prodi aveva introdotto la prima riforma che, in seguito alla drastica riduzione dei finanziamenti, aveva visto le Regioni costrette a redigere leggi di riordino che avevano già prodotto ad un ridimensionamento nel numero degli enti Montani e nelle risorse ad essi destinati”.
Il consigliere regionale Ezio Chiesa, stamani in aula, dove è sta ta approvata la legge che prevede l’abolizione degli Comunità Montane ha ripercorso il tormentato cammino degli ultimi anni.
“La mazzata conclusiva è arrivata dal Governo Berlusconi che ha deciso di cancellare tutti i fondi destinati a garantire – afferma Chiesa – il funzionamento degli enti montani scaricando sulle Regioni la responsabilità, se volevano assicurarne la sopravvivenza, di individuare le relative risorse”
Una pura utopia, in quanto in conseguenza dei tagli operati dal Governo nei confronti delle Regione, per la Liguria 154 milioni di euro, la fine degli enti era definitivamente segnata.
L’aspetto più grottesco dell’intera vicenda riguarda la motivazione principale che i due Governi, prima centrosinistra e poi centrodestra, hanno addotto nell’assumere dalle decisione.
“Le Comunità Montana devono essere immolate sull’altera dei “costi della politica”, incredibile a darsi – continua Chiesa – ma l’ente che costa di meno viene additato al pubblico ludibrio quale fonte di sprechi”.
Credo sia giusto ricordarlo ancora una volta come un consigliere di Comunità Montana durante il quinquennio del suo mandato costava circa 500 euro.
I costi della politica hanno finito per spostare, come spesso avviene nel nostro Paese, il vero problema che era quello relativo alla reale funzionamento e utilità delle Comunità Montane.

Un ente, sembra giusto ricordarlo, nato negli anni Settanta con l’obiettivo di sostituire le Provincie che sembravano destinate ad essere abolite.
“Alcune Comunità Montane hanno lavorato bene, altre meno, un fatto è certo con la loro soppressione – conclude Chiesa – il territorio montano rischia dal 1 maggio di essere ancora più povero e indifeso”.
In questi ultimi anni stiano assistendo ad un continuo decurtamento di risorse a favore dei piccoli Comuni, proseguire su questa strada vuol dire penalizzare il territorio e finisce per pregiudicarne lo sviluppo.
Chiuse le Comunità Montane restano aperte le problematiche della montagne e dei piccoli Comuni, tutti argomenti che non potranno essere a lungo disattesi.
Genova, 8 aprile 2011