Trasporti ed Infrastrutture

Chiesa: “Riunione della Commissione regionale competente per fare il punto sul prolungamento di viale Kasman”

 

Chiesa: “Riunione della Commissione regionale competente per fare il punto sul prolungamento di viale Kasman”

 

Chiesa: “Ok alla firma dell’accordo di programma tra gli enti interessati per realizzare l’opera in tempi certi”

 

 

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha esposto stamane un aula l’interrogazione relativa al prolungamento di viale Kasman e difesa spondale del fiume Entella, opere indispensabili per garantire lo sviluppo economico del Tigullio e delle sue vallate dove gravitano circa 90 mila abitanti.

 

Da tempola Regione Liguria, infatti, ha affinato uno studio di fattibilità al fine di raggiungere la piena condivisione con le comunità locali dove il territorio è interessato dal progetto;

 

“ In passato si sono svolte numerose riunioni, promosse dalla Regione Liguria, presso i Comuni interessati – afferma Chiesa – sui temi della prosecuzione di viale Kasman e della sistemazione idraulica del fiume Entella al fine di valutare le eventuali criticità”.

 

Le principali problematiche riguardavano: la foce del fiume Entella,la sponda sinistra del fiume nel territorio del Comune di Lavagna,le caserme di Caperana,il ponte sul fiume Entella in località San Lazzaro e l’interconnessione con la viabilità ordinaria nel Comune di Carasco.

 

“Al fine di realizzare l’opera sono disponibili, da parecchio tempo,  40 milioni di euro ivi compresi gli 8 previsti per la difesa spondale dal ponte della Maddalena alla foce del fiume Entella – continua Chiesa – la realizzazione dell’infrastruttura e difesa spondale devono viaggiare di pari passo”.

 

Nella replica l’assessore Paita ha comunicato che lo studio di fattibilità è ormai pronto e comprende le opere infrastrutturali relative all’assetto viario e la difesa spondale dell’Entella, nel contempo ha confermato che quanto prima tutti gli enti interessati firmeranno l’accordo di programma al fine di garantire l’attuazione del progetto.

 

“Alla luce di quanto emerso chiederò al presidente della Commissione regionale competente – conclude Chiesa – una riunione tematica su viale Kasman per valutare il progetto con l’obiettivo di arrivare in tempi brevi alla sua attuazione”.

 

Genova, 8 ottobre 2013

 

 

Chiesa: facciamo il punto sulla Gronda di Ponente

 

Sabato 21 settembre sul principale quotidiano della Liguria,a corredo di un paio di articoli che narravano le vicende interne al Pd genovese,è comparso un trafiletto riguardante il sottoscritto dove si evidenzia: “che ho lasciato l’assessorato alle infrastrutture  in collisione con Burlando sulla realizzazione della Gronda,di cui Paita è grande sostenitrice”.

 

Per quanti seguono assiduamente il sito di Liguria Viva mi corre l’obbligo di fare ancora una volta chiarezza su quanto accaduto nell’ottobre del 2010.

 

Ho rassegnato le dimissioni a seguito delle polemiche con il sindaco di Genova Vincenzi sulle problematiche della Gronda di ponente, ma soprattutto in contrasto con i vertici del Pd genovese che difendevano con caparbietà le decisioni del sindaco; a questo punto la scelta era inevitabile.

 

Della Gronda di ponente si parla da decenni,si tratta di un’opera infrastrutturale indispensabile per risolvere i problemi di traffico dei tratti autostradali del ponente e del levante di Genova dove le code sono ormai all’ordine del giorno e ogni banale incidente finisce per provocare rallentamenti con conseguenze anche sulla viabilità ordinaria della città di Genova.

 

Negli ultimi anni sono state analizzate una serie di idee progettuali alternative. Infine il Comune di Genova ha imposto il progetto della Gronda Alta che prevede un tracciato di circa trentatré chilometri del quale il 90% sarà realizzato in galleria al fine di limitare al massimo l’impatto ambientale.

 

Infrastruttura che,secondo le prime stime,indicano un costo complessivo pari a circa 3,5/4 miliardi di euro,anche per questo motivo le scelte devono essere fatte nell’interesse di tutti.

 

Ero e continuo ad essere convinto chela “Gronda Alta” voluta dalla Vincenzi sia stata una scelta scellerata perché oltre a comportare una serie di problematiche legate all’impatto ambientale non consente  il declassamento delle tratte autostradali comprese tra Genova Voltri e Genova Est.

 

IL declassamento porterebbe la città di Genova ad avere una viabilità paragonabile ad esempio al raccordo annullare  di Roma o alle tangenziale di Milano, viabilità che agevola l’utente per raggiungere i quartieri in breve tempo senza doversi immettere nel traffico cittadino senza nessun onere.      

 

 

 

Inizialmente il declassamento era uno dei principali obiettivi che si voleva perseguire, mala Società Autostradeha già detto a chiare lettere che non intende declassare la tratta genovese.

 

I motivi della decisione di Società Autostrade sono facilmente intuibili: a causa della “Gronda Alta” una buona percentuale di traffico, circa il 60% continuerà a transitare sul vecchio nodo autostradale,conseguentemente il gestore autostradale non ha nessuna intenzione di procedere al declassamento che comporterebbe la perdita di lauti incassi.

 

Eppure si tratta di una soluzione  particolarmente attesa dai cittadini genovesi che,in passato,era posta tra le condizioni irrinunciabili dallo stesso Comune di Genova al fine di procedere alla realizzazione della Gronda di ponente.

 

L’unico modo per consentire alla città di Genova di dotarsi di una sorta di “Aurelia Bis” a percorrenza veloce senza pagare nessun pedaggio autostradale.

 

Spesso si mette in contrapposizione quanti sono favorevoli alla Gronda rispetto a quanti sono contrari.

 

Il vero problema è invece quello del tracciato scelto dalla Vincenzi che non può essere condivisibile in quanto non porta tutti i benefici, tanto auspicati, soprattutto dai genovesi.

 

La Gronda di ponente deve essere realizzata senza indugi  avendo però il coraggio di individuare un altro tracciato,al riguardo gli studi non mancano,con l’obiettivo di coniugare le diverse esigenze che sono quelle: delle popolazioni e dei territori interessati all’opera, quelle degli automobilisti che transitano nella nostra Regione, quelle di chi vive in Liguria, quelle di Società Autostrade ma anche quelle dei genovesi che transitano quotidianamente sulla tratta Genova Voltri – Genova Est che possono trarre vantaggi dal declassamento di quel tratto.

 

La mia opinione è che si doveva andare a progettare e a realizzare la gronda bassa che tra l’altro era più corta, forse sarebbe costata meno e avrebbe tolto alla società Autostrade molti buone ragioni per non declassare l’attuale autostrada.

 

 

Chiesa: “ Positiva la risposta dell’assessore Paita al fine di assicurare il passaggio delle strade 225 della Fontanabuona e 523 del Passo di Cento Croci all’Anas”

 

Chiesa: “ Positiva la risposta dell’assessore Paita  al fine di assicurare il passaggio delle strade 225 della Fontanabuona e 523 del Passo di Cento Croci all’Anas”

 

 

 

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha esposto stamane in consiglio l’interrogazione nella quale ha chiesto  di sapere quali iniziative sono state ad oggi intraprese per dare corso agli impegni assunti in seguito all’approvazione da parte del consiglio regionale dell’ordine del giorno che impegnava  la giunta ad avviare con l’ANAS, sentite le comunità locali, le concertazioni necessarie al ritorno delle  SP 225 della Fontanabuona e della SP 523 del Passo di Cento Croci alla gestione ANAS.

 

Chiesa ha evidenziato come il passaggio all’ANAS consentirebbe di avviare importanti ed indispensabili opere di modernizzazione delle suddette strade, ad oggi impossibili visto i tagli dei trasferimenti statali.

 

Il consigliere di Liguria Viva ha chiesto inoltre informazioni riguardanti le risorse trasferite, nel biennio 2011 – 2012, dallo Stato alla Regione Liguria per le strade ex Anas; le somme da questa  destinate alle quattro Province e l’importo degli investimenti stanziati da Anas nel biennio 2011 – 2012 per le strade statali presenti in Liguria ed in modo particolare per la ss 1 Aurelia e la ss 45 di Val Trebbia.

 

Nella sua risposta l’assessore Paita ha ricordato come negli ultimi due anni da parte dello Stato sono stati trasferiti alla Regione Liguria solo 300 mila euro, nel 2011, per le strade ex statali, nel contempo l’assessore ha sollecitato il Compartimento Anas a fornire i dati richiesti da Chiesa che ad oggi non sono ancora pervenuti.

 

La Paita ha inoltre evidenziato che a fronte di informazioni proveniente dal Compartimento risulta che lo Stato ha ridotto notevolmente anche le risorse a favore di Anas per le strade statali.

 

Chiesa ha ricordato come nei mesi scorsi attraverso una petizione popolare che ha raccolto 800 firme inviata, tra gli altri anche al presidente della giunta regionale, è stato richiesto dalle popolazioni interessate il passaggio di competenze della SP 523 dalla Provincia di Genova all’Anas al fine di riuscire ad attuare quell’ammodernamento che sino ad oggi le due Province interessate non sono riuscite ad assicurare.

 

La Paita ha assicurato l’impegno della Regione al fine di perseguire il passaggio delle due strade ad Anas coinvolgendo anche la Provincia di Genova proprietaria delle arterie.

 

Chiesa  nella replica ha evidenziato  come il ritorno all’ANAS della SP 225 della Fontanabuona e della SP 523 del Passo di Cento Croci consentirebbe la progettazione e il finanziamento di significative varianti, così da migliorare la sicurezza e la percorribilità delle suddette strade, favorendo la realizzazione del tunnelFontanabuona Rapalloe il prolungamento di viale Kasman.

Regione: si discute oggi l’interrogazione di Chiesa

Oggi Consiglio Regionale interamente dedicato alle interrogazioni presentate dai vari consiglieri. Prevista la discussione sull’Iri avanzata da Ezio Chiesa (Liguria Viva) relativa al passaggio delle strade della Fontanabuona (sp. 225) e del Passo del Centocroci (sp. 523) dalla Provincia all’Anas.

Chiesa: “Soppresso il servizio di linea 121 Chiavari – Bedonia, non convincono le alternative attuate da Atp”

 

Chiesa: “Soppresso il  servizio di linea 121 Chiavari – Bedonia, non convincono le alternative attuate da Atp”

Chiesa: “L’accaduto rischia di essere solo <l’antipasto> di quanto potrà capitare  se sarà approvato, senza modifiche,  il disegno di legge regionale, predisposto dalla giunta, del riordino del trasporto pubblico che non vincola le aziende a garantire il servizio nelle località con almeno cinquanta abitanti”

 

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha presentato stamane l’interrogazione relativa alla soppressione del servizio di linea 121 Chiavari – Bedonia.

Trasporto svolto da anni, sino al 30 giugno, con  quattro corse giornaliere sulla tratta Chiavari – Bedonia e viceversa, unico servizio pubblico per quanti risiedono in buona parte dei Comuni attraversati ed in modo particolare nelle località comprese tra Borgonovo Ligure di Mezzanego (Ge) e Santa Maria del Taro (Pr);

Linea  che veniva affidata dall’Atp in sub appalto alla Dallara Trasporti di Bedonia in seguito all’accordo a suo tempo stipulato tra l’Atp  di Carasco  e la Tep di Parma che si facevano carico in pari misura del costo della linea.

 

A seguito della soppressione della corsa  Chiavari Bedonia, da lunedì, Atp ha istituito una linea sostitutiva parziale in quando adempie solo a garantire le frazioni con almeno cinquanta abitanti.

 

Tale scelta, conseguentemente, finisce per <tagliare fuori> il tratto compreso tra Montemoggio (Borzonasca), Passo del Bocco (Mezzanego) e Giaiette (Borzonasca) dove, oltre il rifugio dell’ente Parco Aveto, sono presenti diverse attività economiche.

 

Servizio parziale in quanto l’Atp ha inoltre deciso di effettuare le corse sostitutive solo sei volte alla settimana, escludendo la domenica, con conseguenti danni per il turismo.

L’accaduto rischia di essere solo <l’antipasto> di quanto potrà capitare  se sarà approvato, senza modifiche,  il disegno di legge regionale, predisposto dalla giunta, del riordino del trasporto pubblico che non vincola le aziende a garantire il servizio nelle località con almeno cinquanta abitanti.

Chiesa ha assunto l’impegno di emendare il nuovo disegno di legge per impedire che questo avvenga, ricordando come, se la proposta di legge fosse oggi in vigore Atp, molto probabilmente,  non avrebbe garantito neanche il servizio nella tratta  Borgonovo Ligure – Montenmoggio dove sono presenti tre località con almeno cinquanta abitanti.

Genova, 3 luglio 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi in Consiglio approda la soppressione della linea Chiavari – Bedonia

Oggi consiglio regionale. Tra gli altri argomenti all’ordine del giorno l’interrogazione del consigliere Ezio Chiesa (Liguria Viva) relativa alla sopressione della linea Atp Chiavari – Bedonia

Oggi in Regione si parla di trasporto pubblico locale

 
Oggi in Regione si riunisce la IV Commissione Attività Produttive, in discussione diverse proposte di legge; prevista inoltre l’audizione dei presidenti delle aziende di trasporto pubblico locale in merito alla riforma sul trasporto che la Regione Liguria intende approvare in tempi brevi. Sarà presente il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva

Chiesa: “La soppressione della linea Bedonia – Chiavari dimostra l’incapacità dell’Atp a gestire il servizio”

 

Chiesa: “La soppressione della linea Bedonia – Chiavari dimostra l’incapacità dell’Atp a gestire il servizio”

 

Chiesa: “Da lunedì nei confronti do Atp si può ipotizzare il reato di interruzione di pubblico servizio”

 

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) dopo aver presentato la settimana scorsa un’interrogazione alla giunta riguardante la soppressione della linea Atp 121 Bedonia – Chiavari che, ad oggi, effettua quattro corse giornaliere tra andata e ritorno, replica all’azienda di trasporti.

 

Le motivazioni addotte dal nuovo presidente di Atp, Enzo Sivori, per giustificare la soppressione della linea Bedonia – Chiavari dimostrano l’incapacità dell’azienda a  gestire il servizio.

 

Se come afferma il presidente, la presenza media dei passeggeri sulla tratta interessata è di circa dieci persone a corsa non si comprende perché in tutti questi anni Atp, insieme alla Tep di Parma, non ha modulato il servizio in modo da ridurre i costi utilizzando, ad esempio, pullman di dimensioni ridotte .

 

Scelta che poteva essere attuata con facilità in quanto il servizio veniva subappaltato ad un’azienda privata.

 

La cancellazione della linea 121 oltre eliminare lo storico collegamento tra il Tigullio e il Parmense rappresenta un grave danno per l’intera Val Mogliana  che da lunedì’ sarà privata del trasporto pubblico.

 

Sivori afferma di non volersi disinteressare delle località in Comune di Mezzanego e Borzonasca dove, di fatto, da lunedì dobbiamo registrare l’interruzione di pubblico servizio in totale spregio delle norme sancite dalla Regione Liguria che prevedono di garantire il servizio minimo nelle località con almeno cinquanta abitanti che nella Val Mogliana sono ben due.

 

Il presidente dice di ben conoscere i problemi delle frazioni, ma forse non è al corrente che nelle località della Val Mogliana: Isola di Borgonovo (Mezzanego), Ponte Giacomo (Mezzanego), San Siro Foce (Mezzanego), Montemoggio (Borzonasca) e Passo del Bocco (Mezzanego) vivono circa 400 persone per non parlare delle attività economiche.

 

Come se non bastasse gli utenti sono venuti a conoscenza della soppressione della linea solo attraverso i giornali oppure dagli autisti che effettuano il servizio.

 

Se da lunedì l’Atp ritiene di privare la vallata della linea 121 penso che ai residenti non resterà altra soluzione che rivolgersi alla magistratura affinché accerti  il possibile reato di interruzione di pubblico servizio da parte dell’azienda.

 

Genova, 28 giugno 2012