28 ottobre 2011

Liguria Viva dopo la gente e le associazioni di categoria di Chiavari incontra i partiti

Nella giornata di ieri si è concluso il ciclo degli incontri che il movimento Liguria Viva, il candidato sindaco alle elezioni di Chiavari Giuseppe Corticellli e il consigliere regionale Ezio Chiesa hanno svolto in diversi quartieri della città per ascoltare le esigenze dei cittadini.

 

Dopo l’incontro con la gente e le diverse associazione di categoria di Chiavari Liguria Viva intende incontrare le forze politiche.

 

I componenti di Liguria Viva hanno sempre sostenuto che intendono cambiare l’attuale governo della città attraverso un confronto serrato con la gente e con i partiti del centrosinistra.

 

Nelle settimane scorse Liguria Viva ha ritenuto opportuno proporre la candidatura a sindaco del dottor Giuseppe Corticelli, persona stimata che può vantare un’ottima esperienza politico amministrativa.

 

Nel contempo abbiamo da subito annunciato la disponibilità di Corticelli e del movimento Liguria Viva ad essere pronti ad affrontare le primarie, che auspichiamo e che sono attese da molti cittadini, pronti ad accettare quello che sarà il verdetto dei chiavaresi.

 

Conclusa la fase d’ascolto con le associazioni di categoria e la città, coerentemente con quanto precedentemente annunciato, andremo a chiedere nei prossimi giorni un incontro con quelle forze politiche vedi: Pd, Idv, Udc, Sinistra e Sel con le quali intendiamo stendere un percorso comune se sarà condiviso il programma per il futuro della città.

 

Alcune indiscrezioni apparse sui giornali lasciano tuttavia intendere che da parte del Pd potrebbe esistere un presunto ostracismo che andremo a verificare nei prossimi giorni.

 

Chiesa: “Predisporre un piano straordinario, oltre l’emergenza per intervenire a difesa dell’ambiente e prevenire il dissesto idrogeologico causato dall’abbandono del territorio”

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva)  ha presentato stamani un’interrogazione al presidente Burlando per richiedere lo stato di emergenza e soprattutto sollecitare il  Governo a prevedere finanziamenti a favore delle località colpite dal nubifragio.

 

“Nella giornata di martedì un’eccezionale ondata di maltempo ha investito una vasta area compresa tra la Liguria (La Spezia) e l’alta Toscana – afferma Chiesa – provocando gravissimi danni alle opere pubbliche, alle attività produttive e commerciali e ai privati causando la morte di sette persone e altrettanti dispersi”.

 

Il devastante nubifragio in poche ore ha scaricato innumerevoli millimetri di acqua, provocando esondazioni di numerosi torrenti, e ha coinvolto molti Comuni, tra i più colpiti risultano: Monterosso, Vernazza, Borghetto e Aulla.

 

“Il nubifragio ha isolato la zona dal resto del paese provocando la paralisi per quanto riguarda il sistema infrastrutturale viario e ferroviario – continua Chiesa – in particolare oltre all’interruzione dell’’autostrada A 12 sono state interrotte la SS. 1 Aurelia e molte strade provinciali e comunali dello spezzino”.

 

La gravità dell’evento è dimostrata, inoltre, anche dall’interruzione di servizi essenziali quali: reti idriche, elettriche, della telefonia fissa e mobile.

 

Molti dei Comuni colpiti rientrano nel “sistema Cinque Terre” che da poco è stato inserito all’interno del patrimonio dell’Unesco e questo evento calamitoso ha finito per avere un risalto mondiale – continua Chiesa – anche per questo il paese Italia deve dare risposte certe e tempestive per ripristinare in breve tempo i danni causati dal nubifragio”.

 

Purtroppola Regione Ligurianon è nelle condizioni di far fronte da sola alle necessità di ripristinare gli ingenti danni prodotti, pertanto è necessario che il Governo proclami lo stato di emergenza e soprattutto finanzi la ricostruzione.

 

 

“Con maggiore frequenza ad ogni evento che va oltre la normalità la Regione Liguria – conclude Chiesa – viene drammaticamente colpita con conseguenti disastri che sempre più colpiscono, l’ambiente le cose e le persone, diventa pertanto indispensabile predisporre un piano straordinario a salvaguardia del territorio”.


 

 

 

 

 

Chiesa: “Caccia, aree contigue la parola passa al territorio”

 “Dopo la decisione della Corte Costituzionale che indica come le varie Regioni possono decidere di sopprimere le aree contigue ai Parchi attraverso intese con gli enti interessati, la parola passa finalmente al territorio”.

Il consigliere regionale Ezio Chiesa già in passato aveva espresso perplessità sui provvedimenti adottati dalla Regione Liguria in quanto non prevedevano la preventiva intesa con l’organismo di gestione dell’area protetta e con gli enti locali interessati al fine di consentire la caccia nelle aree contigue ai parchi.

 “Condivido invece l’opinione, espressa anche nella competente Commissione regionale, di ascoltare il parere degli enti coinvolti prima di procedere alla annullamento – afferma Chiesa – un provvedimento che, come ho sempre sostenuto,  garantirà in futuro di evitare possibili “bocciature” della legge regionale, del resto quanto stabilito dalla Corte Costituzionale in materia è molto chiaro e mette al riparo da eventuali ricorsi”.  

Il consigliere regionale Ezio Chiesa esprime soddisfazione per il risultato conseguito che risponde alle esigenze degli agricoltori residenti nell’ entroterra penalizzati dai continui danni provocati dagli ungulati. Nello stesso tempo va incontro alle richieste dei cacciatore in particolare delle squadre dei “cinghialisti”.

Genova, 25 ottobre 2011

 

Chiesa: “La Regione intervenga per garantire l’esito referendario”

 “Chiedo di sapere, quali provvedimenti la giunta regionale intende adottare al fine di garantire il rispetto dell’esito referendario e la tutela dei cittadini per quanto riguarda gli adempimenti che devono compiere le Ato presenti sul territorio regionale”.

 

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) non demorde, mentre sui muri di tutta la provincia fanno ancora bella mostra i manifesti affissi dal movimento politico che richiama le varie Ato della regione a dare corso all’esito referendario, oggi ha presentato un’interrogazione al presidente Burlando.

 

“Sono passati  parecchi mesi dalla prova referendaria e conseguentemente i cittadini aspettano l’adeguamento delle tariffe – afferma Chiesa -  chiedo inoltre  di conoscere i tempi e i modi della revisione della legge regionale  del 2008 che istituiva le Autorità d’Ambito per l’esercizio delle funzioni degli enti locali in materia di risorse idriche e gestione rifiuti ai sensi del decreto legislativo 2006”.

 

Nel giugno scorso i quattro quesiti referendari hanno visto una larga partecipazione popolare che ha portato alla vittoria del “si” le tematiche poste al giudizio degli elettori.

 

“Molti partiti che compongono la coalizione di centro sinistra, anche se in alcuni casi in modo tardivo – incalza Chiesa – hanno finito per garantire il loro apporto al comitato promotore referendario ed ora, per quanto di loro competenza, sono chiamati ad assicurarne il risultato”

 

Nel mirino, in modo particolare il secondo quesito dei referendum di giugno, ha stabilito l’eliminazione dalla tariffa della “remunerazione del capitale investito”   per la quota parte relativa al tasso di remunerazione fissato nella misura del 7% del capitale investito e conseguente disapplicazione di tale remunerazione per l’articolazione tariffaria imposta all’utenza.

 

“La Corte Costituzionale con sentenza numero 26 del 2011 ha dichiarato costituzionalmente ammissibili i quesiti referendari affermando che l’esito dell’abrogazione è direttamente applicabile – afferma Chiesa -  per cui la disposizione come risultante dall’abrogazione referendaria è immediatamente operativa senza la necessità di alcun intervento legislativo”.

 

Il risultato referendario, inoltre, è stato sancito con la promulgazione del Decreto del Presidente della Repubblica del 18 luglio pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale due giorni dopo.

 

“Ormai non ci sono più scuse – spiega Chiesa – in quanto il secondo quesito ha abrogato definitivamente il profitto del gestore privato, che ammonta, seconda alcune fonti, mediamente, per i comuni della provincia di Genova, al 22,4% della bolletta per l’anno 2011, e al 22,8% l’anno 2012”.

 

Recentemente la Conferenza dell’ATO della Provincia di Genova ha approvato un documento a larghissima maggioranza che sollecita il Ministero dell’Ambiente e la Commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche “ad attivarsi affinché siano assunti i necessari provvedimenti e comunque siano espressi orientamenti adeguati per attuare coerentemente gli esiti referendari.

 

Al riguardo l’assessore provinciale competente ha affermato che l’Ato chiede anche alla Regione e ai parlamentari liguri di impegnare il Governo ad assumere con sollecitudine i provvedimenti necessari e sottolinea l’urgenza, impegnandosi anche fin d’ora a programmare ed elaborare soluzioni e prospettive concrete per rivedere, nel caso dovesse malauguratamente protrarsi questo vuoto normativo, i meccanismi delle tariffe idriche a partire dal 2012.

 

“La richiesta di un provvedimento governativo in attesa dell’intervento dell’Agenzia Nazionale per la Regolazione e la Vigilanza in Materia di Acqua, recentemente istituita con legge ma, non ancora costituita e operativa – conclude Chiesa – e quanto sopra affermato sembra in contrasto con quanto affermato dalla Corte Costituzionale”.

 

Genova, 24 ottobre 2011

 

 

Chiesa: “Le Poste non rispettano il protocollo d’intesa con la Regione Liguria”

“Poste Italiane hanno interrotto un accordo di reciproca collaborazione con la Regione Liguria che prevede  tempestive comunicazioni quando si verificano ridimensionamenti, specialmente nel periodo estivi, di uffici postali ubicati sul territorio”.

 

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva)  nei mesi scorsi aveva presentato un’interrogazione per segnalare i disagi derivanti alla popolazione di Parazzuolo, nel Comune di Rezzoaglio, in seguito alla rimodulazione oraria dell’ufficio postale.

 

Ora arriva la risposta dell’assessore regionale Barbagallo che ha ricordato come il protocollo d’intesa firmato nel 2007 trala Regione Liguriae Poste Italiane prevede una reciproca collaborazione ed informazione delle esigenze dell’azienda e dei servizi erogati sul territorio.

 

“La Regione Liguria deve impegnarsi – conclude Chiesa – affinché gli accordi presi siano rispettati e nel contempo venga limitato il minor disagio per gli abitanti dell’entroterra ligure”.

 

Genova, 19 ottobre 20112

Chiesa: “Con la realizzazione della Gronda di Ponente indispensabile declassare il tratto autostradale Voltri – Genova Est”.

Chiesa: “Anche la provincia di Genova può avere l’Aurelia bis”

 

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha presentato stamani un’interrogazione per chiedere al presidente della giunta Burlando e all’assessore Paita: “Se il declassamento delle tratte autostradali comprese tra Genova Volti e Genova Est, è ancora uno degli obiettivi da conseguire attraverso la realizzazione della Gronda di ponente”.

          

Della Gronda di ponente si parla da decenni, si tratta di un’opera infrastrutturale indispensabile al fine di risolvere i problemi del tratto autostradale del ponente genovese dove le code sono ormai all’ordine del giorno e ogni banale incidente finisce per provocare rallentamenti con conseguenze anche sulla viabilità ordinaria della città di Genova.

 

“Negli ultimi anni sono state analizzate una serie di proposte progettuali alternative, ora tutti gli enti interessati, in primo luogo il Comune di Genova, valutano positivamente il progetto della Gronda Alta – afferma Chiesa -  che prevede un tracciato di circa trentatré chilometri del quale il 90% sarà realizzato in galleria al fine di limitare al massimo l’impatto ambientale”

 

Iter progettuale che vede impegnatala società Speaper conto di Anas e Autostrade per l’Italia che, secondo le prime stime, indica un costo complessivo pari a circa 3,5 miliardi di euro.

 

“Inizialmente era auspicato, a seguito della realizzazione del nuovo passante –  afferma Chiesa -  il declassamento dell’attuale tratto autostradale compreso tra Genova Volti e Genova Est”.

 

Soluzione  particolarmente attesa dai cittadini genovesi che, in passato, era posta tra le condizioni irrinunciabili dallo stesso Comune di Genova al fine di procedere alla realizzazione della Gronda di ponente.

 

“Il declassamento porterebbe la città di Genova ad avere una viabilità paragonabile ad esempio al raccordo annullare di Roma o alle tangenziali di Milano – conclude Chiesa – viabilità che agevola l’utente per raggiungere i quartieri in breve tempo senza doversi immettere nel traffico cittadino e senza nessun onere”.

 

Nelle provincie di Imperia, Savona e La Spezia sono da tempo in atto progettazioni di interventi per la realizzazione di tratti di “Aurelia bis” che purtroppo non sono presenti in provincia di Genova in quanto buona parte delle ex strade Anas e di competenza della Provincia di Genova.

 

“Il declassamento del tratta autostradale Genova Voltri – Genova Est  potrebbe essere funzionale – conclude Chiesa – all’estensione dell’Aurelia Bis anche nel genovesato”

 

Genova, 18 ottobre

Chiesa: “Acqua, mille manifesti per dare voce alla gente”

Chiesa: “Riduzione delle tariffe e riforma dell’Ato , adempimenti

non più procrastinabili”

 

Mille manifesti in tutta la Provincia per dare voce alla gente

 

 

“I partiti del centrosinistra che hanno appoggiato i referendum sono chiamati ora ad essere coerenti, invitando i propri amministratori presenti nei vari Comuni nel sollecitare l’ente Provincia a convocare la conferenza d’ambito affinché venga   eliminato dalle bollette il 7% come da esito referendario.

 

Ezio Chiesa (Gruppo Misto Liguria Viva) invita i Comuni a non perdere tempo, soprattutto quelli amministrati dai partiti del centrosinistra che hanno appoggiato il referendum, devono, senza indugio,  fare la loro parte ed incalzare l’Ato a prendere le decisioni consequenziali all’esito referendario.

 

“La Corte Costituzionale con sentenza n° 26 del 2011 – afferma Chiesa – ha dichiarato costituzionalmente ammissibile il quesito referendario, affermando che l’esito dell’abrogazione è direttamente applicabile, per cui la disposizione come risultante dall’abrogazione referendaria è immediatamente operativa senza la necessità di alcun intervento legislativo”.

 

Il risultato referendario è stato inoltre sancito con la promulgazione del Decreto del Presidente della Repubblica del 18 luglio pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale due giorni dopo.

 

“A questo punto  da parte dell’Ato non resta altro – continua Chiesa -  che adeguare la tariffa in quanto il referendum ha abrogato quella norma che permetteva un ricarico del 7% sulle bollette  a titolo di interessi per i  capitali investiti dai gruppi privati nel servizio idrico”.

 

Insomma dopo cinque mesi da quando si è tenuto il referendum è giunto il momento di attuare il risultato.

 

Restano anche da risolvere le problematiche legate alla soppressione dell’Ato.

 

“Il Governo  – afferma Chiesa – ha previsto una norma che indica  la cessazione degli Ato, affidando alle Regioni il compito di legiferare in materia, in seguito è stata concessa una proroga sino alla fine del 2011, ormai mancano pochi mesi e la Liguria dovrà darsi nuove regole”

 

 

Chiesa auspica delle norme che annuncino ambiti territoriali più piccoli rispetto agli attuali lasciando ai Comuni con meno di 5 mila abitanti,  su base volontaria, la possibilità di gestire in modo autonomo il servizio idrico.

 

La legge regionale (39/2008) che prevedeva all’interno dell’Ato una quota del 30% alla Provincia e la suddivisione del restante 70% ai Comuni attraverso i parametri del numero di abitanti e dell’estensione territoriale, non ha mai avuto piena attuazione.

 

“La Legge che la Regione Liguria è chiamata ad approvare entro la fine dell’anno – conclude Chiesa – rappresenta un momento importante in quanto la Regione  ha la possibilità di affidare a un nuovo soggetto i poteri affidati all’Ato, legiferando nell’interesse dei cittadini, predisponendo delle norme basate su principi di efficienza economicità e qualità”.

 

 

Per quanto riguarda gli ambiti la Regione deve legiferare in modo coerente con le realtà del territorio. Mentre la legge 39/2008 riguardava acqua e rifiuti, Chiesa ritiene opportuno tenere ben separati i due provvedimenti in quanto si tratta di materie diverse tra loro e molto complesse.

 

Nel mirino anche lo smaltimento dei rifiuti che saranno prima a poi conferiti nel  gassificatore di Scarpino il consigliere regionale concorda sulla tariffa unica per lo smaltimento finale. Ben diverso invece quanto attiene alla raccolta e allo spazzamento, a seconda dei Comuni viene esercitato  in modo differenziato,  pertanto la legge deve garantire la prerogativa alle amministrazioni locali di organizzarsi come ritengono opportuno e, in base ai servizi prestati,  la possibilità di diversificare  la tariffa.

 

Genova, 14 ottobre 2011

Domani sera Chiesa e Corticelli su “Entella Tv”

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) e il candidato del movimento Liguria Viva alla carica di primo cittadino di Chiavari Giuseppe Corticelli domani sera alle 20.30 su Entella Tv. Tra gli argomenti trattati le elezioni amministrative in programma nella città di Chiavari.

Intanto proseguono gli incontri con la popolazione, questa sera Chiesa e Corticelli saranno alle 20.30 presso il bar Rostio in via San Rufino a Chiavari