26 aprile 2012

Chiesa: “Nonostante il referendum aumentano le tariffe dell’acqua”

 

Chiesa: “Nonostante il referendum le tariffe dell’acqua invece di diminuire aumentano”

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha presentato stamani una interrogazione urgente alla giunta regionale per conoscere quali provvedimenti  intenda assumere affinché, a distanza di circa un anno dalla sua attuazione, l’esito referendario sia garantito.

Nonostante l’inequivocabile responso uscito dalle urne, nella provincia di Genova le tariffe dell’acqua invece di diminuire aumentano.

Chiesa chiede inoltre di sapere i tempi e i modi della revisione della Legge regionale n. 39/2008 che istituiva la Autorità d’ambito per l’esercizio delle funzioni degli enti locali in materia di risorse idriche e gestioni rifiuti ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n,152 (norme in materia ambientali).

 

L’ennesimo aumento  è emerso  in seguito alla Conferenza dell’ Ato della Provincia di Genova svoltasi in data 9 marzo 2012 che ha provveduto ad approvare l’articolazione tariffaria per l’anno 2012.

 

La tariffa reale media dell’anno 2012 è determinata incrementando le tariffe applicate nell’anno 2011, del “k” previsto nella misura del 5% e del tasso di inflazione programmata pari all’1,5%;

 

In buona sostanza i cittadini residenti nel territorio della provincia vedranno aumentare la loro bolletta del 6.5%, una vera beffa rispetto a quanto sancito dal referendum.

 

Il quesito ha abrogato, infatti, definitivamente il profitto del gestore privato, che ammonta mediamente, per i Comuni della provincia di Genova, al 22,4% della bolletta per l’anno 2011, e al 22,8% l’anno 2012.

 

Nonostante l’esito del referendum sia applicabile come ampiamente chiarito dalla Corte Costituzionale,la conferenza Atoha stabilito che non sussistono, ad oggi, le condizioni per assumere decisioni che comportino la modifica della tariffa che, pertanto, invece di diminuire del 22,8% aumenta del 6,5%.

 

Quanto sopra avviene mentre si resta ancora in attesa dell’entrata in funzione della costituenda Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia d’acqua che dovrà procedere alla definizione delle componenti del costo per la determinazione della tariffa tenendo altresì conto dell’esito referendario.

 

Aumento che pare ancora più ingiustificato di fronte alla grave crisi in atto che attanaglia le famiglie della Liguria.

 

Genova 26 aprile 2012

 

 

Il testo dell’interrogazione presentata dal consigliere Chiesa

 

Oggetto: ancora un aumento nelle tariffe dell’acqua

 

Premesso

 

che la Conferenza dell’ Ato della Provincia di Genova in data 9 marzo2012 haprovveduto ad approvare l’articolazione tariffaria per l’anno 2012;

 

Constatato

 

che la tariffa reale media dell’anno 2012 è determinata incrementando le tariffe applicate nell’anno 2011, del “k” previsto nella misura del 5% e del tasso di inflazione programmata pari all’1,5%;

 

Preso atto

 

che si resta ancora in attesa dell’entrata in funzione della costituenda Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia d’acqua che dovrà procedere alla definizione delle componenti del costo per la determinazione della tariffa tenendo altresì conto dell’esito referendario;

 

Verificato

 

che nonostante l’esito del referendum sia pienamente applicabile come ampiamente chiarito dalla Corte Costituzionale,la conferenza Atoha stabilito che non sussistono, ad oggi, le condizioni per assumere decisioni che comportino la modifica della tariffa rispetto agli esiti referendari;

 

che il quesito ha abrogato definitivamente il profitto del gestore privato, che ammonta mediamente, per i Comuni della provincia di Genova, al 22,4% della bolletta per l’anno 2011, e al 22,8% l’anno 2012;

 

Considerato

 

che, nonostante quanto sopra esposto è stato deciso un sostanziale aumento che pare ingiustificato anche di fronte alla grave crisi in atto che attanaglia le famiglie della Liguria:

 

 

               INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

per conoscere:

quali provvedimentila Regione Liguriaintenda assumere affinché a distanza di circa un anno dalla sua attuazione l’esito referendario sia garantito;

 

i tempi e i modi della revisione della Legge regionale n. 39/2008 che istituiva la Autorità d’ambito per l’esercizio delle funzioni degli enti locali in materia di risorse idriche e gestioni rifiuti ai sensi del decreto legislativo 3 aprile 2006, n,152 (norme in materia ambientali).

 

 

                                                                              Ezio Chiesa

 

I mesi passano da cinque sono diventati dieci

I cittadini aspettano delle risposte e intato L’Ato aumenta le tariffe

Regione: “Nuove regole per le sale da gioco”

Stamene alle ore 10.00 riunione della terza Commissione consiliare regionale per discutere alcuni provvedimenti relativi alle sale da gioco che saranno poi discussi nella seduta consiliare di giovedi. E’ presente il consigliere regionale Ezio Chiesa (aLiguria Viva)

Aree demaniali: il testo della proposta di legge

 

PROPOSTA DI LEGGE

 

DI INIZIATIVA
DEI CONSIGLIERI REGIONALI

 

EZIO CHIESA

SERGIO SCIBILIA

EZIO ARMANDO CAPURRO

MARCO LIMONCINI

WALTER FERRANDO

 

 

 

Avente ad oggetto:

Proposta di modifica della legge regionale n.13/1999 per la salvaguardia dei litorali erosi dalle mareggiate

 

 

 

Articolo 1    (Proroga delle concessioni demaniali)

 

Inserire dopo l’articolo 8, l’articolo 8 bis:

In caso di mareggiate e/o eventi atmosferici eccezionali, che provochino danni agli stabilimenti balneari, ai beni demaniali ed alle relative pertinenze incamerate, i soggetti titolari delle concessioni demaniali potranno eseguire a loro cure e spese tutti i lavori necessari al ripristino delle strutture ed a protezione degli arenili; in tal caso, le concessioni in essere saranno prorogate in misura proporzionale all’investimento effettuato, secondo un regolamento attuativo che sarà predisposto dalla Regione Liguria entro sei mesi dall’approvazione della presente disposizione di legge.

 

 

 

Chiesa: “Una legge per la salvaguardia dei litorali”

 

Chiesa: “Una legge per la salvaguardia dei litorali”

 

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva)  proponente e primo firmatario, insieme a Sergio Scibilia e Valter Ferrando (Pd), Armando Ezio Capurro (Noi con Claudio Burlando) e Marco Limoncini (Udc), ha presentato stamane una proposta di legge di modifica alla legge regionale del 1999 per la salvaguardia dei litorali erosi dalle mareggiate.

La relazione di accompagnamento della proposta di legge evidenzia come sulla costa della Liguria sono presenti, in forza di regolari concessioni demaniali, circa 1.300 stabilimenti balneari, oltre a centinaia di altre attività (campeggi, alberghi, ristoranti, bar, locali da ballo ecc.).  Spesso fanno parte integrante delle concessioni demaniali opere a difesa degli arenili e pertinenze costituite da fabbricati incamerati.

Negli ultimi anni il litorale Ligure è stato ripetutamente colpito da forti mareggiate che hanno provocato gravi danni alle infrastrutture demaniali, il cui ripristino è reso difficile dalla mancanza di adeguate risorse finanziarie. Risulta pertanto assolutamente indispensabile ottenere il contributo economico dei soggetti privati gestori degli stabilimenti balneari, al fine di ottenere così l’impegno degli stessi ad intervenire in caso di danneggiamento e o distruzione delle strutture appartenenti al demanio a seguito di mareggiate e/o di altri eventi atmosferici eccezionali.

Purtroppo la normativa in vigore non incentiva la suddetta partecipazione dei privati poiché non consente una giusta remunerazione all’eventuale investimento  apportato dal concessionario. Infatti, per ottenere il giusto ritorno economico ai costi di ripristino sostenuti dai privati, è necessario che il capitale impiegato possa essere ammortizzato mediante il lavoro e, pertanto, è indispensabile che il soggetto gestore dei beni demaniali possa contare su una congrua durata della concessione.

Pertanto, al fine di garantire l’intervento dei soggetti privati concessionari nelle operazioni di ripristino dei beni demaniali danneggiati da mareggiate e/o altri eventi atmosferici, è indispensabile che la concessione abbia durata sufficiente a consentire il ritorno economico degli investimenti effettuati.

Per questi motivi si propone una modifica della legislazione regionale vigente (Legge 13 del 28 aprile 1999), con l’inserimento di una disposizione aggiuntiva (l’art. 8 bis), intitolato “proroga delle concessioni demaniali” che preveda: in caso di eventi eccezionali, che provochino danni agli stabilimenti e ai beni demaniali incamerati, per i concessionari, la possibilità di eseguire a loro spese tutti i lavori necessari al ripristino delle strutture. In questi casi, le concessioni saranno prorogate in misura proporzionale all’investimento effettuato.

La suddetta modifica della Legge Regionale n. 13/1999 sarebbe del tutto compatibile con il principio di buon andamento ed imparzialità dell’amministrazione sancito dalla nostra Carta Costituzionale all’art. 97.

La normativa italiana in materia di concessioni del demanio marittimo è conforme con il diritto comunitario, in particolare con il principio della liberta di stabilimento. L’articolo 107 del trattato TFUE comma 2, infatti recita: “sono compatibili con il mercato interno: gli aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali”.

Genova, 18 aprile 2012

 

Regione: oggi tocca alle Commissioni I^ e VI^

Oggi sono previsti i lavori di due Commissioni Consiliari. Alle 10.00 la VI^ Territorio e Ambiente con all’ordine del giorno un paio di proposte di legge. Nel pomeriggio riunione della I^ Affari Generali che prevede, tra l’altro, la discussione sulle nuove norme per la nomina del Garante regionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Sarà presente il consigliere Ezio Chiesa (Liguria Viva)

Chiesa: “Il nuovo reparto di terapia radiometabolica del San Martino un doppione che poteva essere evitato”

Chiesa: “Il nuovo reparto di terapia radiometabolica del San Martino un doppione che poteva essere evitato”

 

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) con una interrogazione urgente al presidente Claudio Burlando chiede di sapere i motivi che hanno portato alla redazione del progetto relativo il nuovo reparto di terapia radiometabolica   presso l’ospedale San Martino.

 

Progetto, poi realizzato con l’utilizzo di ingenti risorse finanziarie, evidentemente  avallato ed approvato, sia in sede aziendale che presso i competenti uffici istruttori regionali.

Una spesa inutile in quanto da anni sono in funzione presso l’Ente Ospedaliero “Ospedali Galliera” numero 3 camere (3 letti) attrezzate per accogliere pazienti oncologici e/o affetti da patologie che possono avvantaggiarsi dalla somministrazione di radiofarmaci ad elevato tropismo verso i tessuti recettivi, e che il ricovero in tali locali è prescritto da norme di sicurezza protezionistica per evitare la dispersione ambientale di cataboliti dei materiali radioattivi somministrati.

Chiesa ripercorre la vicenda, ricordando come, negli anni pregressi, presso il suddetto reparto di Medicina Nucleare  sono affluiti non solo tutti i pazienti della Liguria, ma anche quelli provenienti dalla Sardegna e dal Piemonte, regioni che non disponevano di un consimile reparto attrezzato fino a tempi recenti;

 

Le tre camere erano quindi (e maggior ragione lo sono oggi) sufficienti per un bacino d’utenza assai più vasto di quello della nostra regione, mentre non risulta che sussistano situazioni epidemiologiche o di estensione delle applicazioni radiometaboliche ad altri campi di terapia tali da far presagire un’impennata della specifica domanda di tali prestazioni.

 

Ciò nonostante, l’Azienda Ospedaliera Universitaria S.Martino ha richiesto ed ottenuto finanziamenti per l’approntamento e l’attivazione di ulteriori tre camere per la terapia radiometabolica, comprese nelle opere di ristrutturazione del Padiglione Sommariva. Si parla di una serie di opere comprese all’interno di un finanziamento di oltre due milioni di euro.

 

Il consigliere di Liguria Viva chiede di sapere se corrisponde al vero il fatto che le tre camere non avrebbero superato i collaudi predisposti dai Vigili del fuoco per la mancanza di impianti elevatori adeguati al trasporto in sicurezza dei pazienti (che, giova ricordare, non sono sottoposti ai comuni trattamenti diagnostici a basse dosi in via ambulatoriale, ma sono sottoposti a trattamenti a dosi elevate, tali da obbligarli ad una sorta di isolamento per diversi giorni da possibili contatti).

 

La verticale caduta di domanda proveniente da fuori regione – assolutamente prevedibile e prevista dagli esperti qualificati e dai medici nucleari e dunque assolutamente da prevedersi da parte dei competenti organi regionali in sede di esame della domanda di finanziamento – rende difficilmente ottimizzabile l’esistente impianto dell’Ospedale Galliera

 

La spesa,  di fronte alla carenza di risorse finanziarie e visto il reparto esistente, appare assolutamente ingiustificata.

 

L’attivazione di un nuovo reparto di terapia radiometabolica presso il novello IRCCS S.Martino/IST, tra l’altro, richiederebbe il reclutamento ex novo di un intero turno di personale Infermieristico, configurandosi un’ipotesi di grave danno erariale a maggior ragione se si dovesse appurare che la realizzazione del progetto non ha tenuto conto delle condizioni di sicurezza e strutturali, indispensabili all’autorizzazione dell’esercizio dell’attività assistenziale.

 

 

Chiesa chiede infine di conoscere quale sia esattamente lo stato attuale di approntamento del nuovo reparto di terapia radiometabolica del Padiglione Sommariva dell’IRCCS S.Martino/IST e il quadro complessivo dei conti delle opere di ristrutturazione del Padiglione Sommariva in oggi realizzate, con evidenziazione dei costi determinati dalla realizzazione dell’area dedicata all’attività di terapia radiometabolica.

 

 

Genova, 16 aprile 2012