29 marzo 2013

Chiesa: “La Società Autostrade deve installare le barriere fonoassorbenti sulla A12 per eliminare i disagi di quanti risiedono nei quartieri di Castagna e Colle degli Ometti”

Chiesa: “La Società Autostrade deve installare le barriere fonoassorbenti sulla A12  per eliminare i disagi di quanti risiedono nei quartieri di Castagna e Colle degli Ometti”

 

 

Il consigliere Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha presentato oggi una interrogazione alla giunta regionale  affinché solleciti Società Autostrade per l’Italia a installare le barriere fonoassorbenti sulla A12 nel tratto compreso tra Quarto e Nervi.

 

A creare i maggiori problemi, a quanti risiedono nei quartieri Castagna e Colle degli Ometti, è il rumore sui giunti di dilatazione dei viadotti Castagna e Bagnara.

 

Per alleviare parte dell’inquinamento acustico  la Società Autostradeper l’Italia nei tratti liguri ha impiantato diversi cantieri per l’installazione di barriere fonoassorbenti molti dei quali già terminati.

 

“Nel tratto della autostrada A12  che va dall’uscita della galleria Colle Pianetti, viadotto Castagna, uscita di Genova Nervi, viadotto Bagnara sino all’entrata della galleria di Colle degli Ometti in direzione Livorno – spiega Chiesa –  ad oggi non si notano aperture di cantieri”.

 

Eppure nell’area sottostante ai viadotti Castagna, Bagnara e intorno all’uscita di Genova Nervi vi è un territorio con una densità di abitazioni molto alta con interessati in particolare i quartieri: Castagna e Colle degli Ometti.

 

“I residenti del quartiere Colle degli Ometti riferiscono che i giunti di dilatazione del Viadotto Bagnara in particolare al passaggio dei mezzi pesanti producono un frastuono insopportabile – conclude Chiesa – pertanto bisogna intervenire in tempi brevi e certi”.

 

 

 

Genova, 29 marzo 2013

 

 

 

 

L’interrogazione di Chiesa per installare barriere fonoassorbenti sull’ autostrada A12

                                                                                                               

         

Assemblea Legislativa della Liguria

Gruppo consiliare

Gruppo Misto – Liguria Viva

 

                                                          

Prot. N° 63 Leg. 9 – 2013                                                  Genova, 29 marzo 2013

 

 

                                                                          Al Signor Presidente

                                                                          Assemblea Legislativa

                                                                          della Liguria                                                                      

 

 

INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA

 

 

Oggetto: Sull’installazione di barriere acustiche fonoassorbenti sull’autostrada A12 all’altezza dei viadotti Castagna e Bagnara nei pressi dell’uscita di Genova Nervi.

 

 

Il sottoscritto Consigliere Regionale

 

PREMESSO che l’autostrada A12 Genova Livorno è percorsa ogni giorno da decine di migliaia di autoveicoli e Tir che causano un notevole inquinamento atmosferico ed acustico.

 

DANDO ATTO che per alleviare parte dell’inquinamentola Società Autostradeper l’Italia nei tratti liguri ha impiantato diversi cantieri per l’installazione di barriere fonoassorbenti molti dei quali già terminati.

 

CONSTATATO che nel tratto della autostrada A12  che va dall’uscita della galleria Colle Pianetti, viadotto Castagna, uscita di Genova Nervi, viadotto Bagnara sino all’entrata della galleria di Colle degli Ometti in direzione Livorno non si notano aperture di cantieri.

 

TENUTO CONTO che sottostante ai viadotti Castagna, Bagnara e intorno all’uscita di Genova Nervi vi è un territorio con una densità di abitazioni molto alta con interessati in particolare i quartieri: Castagna e Colle degli Ometti.

 

PRESO ATTO che i residenti del quartiere Colle degli Ometti riferiscono che i giunti di dilatazione del Viadotto Bagnara in particolare al passaggio dei mezzi pesanti producono un frastuono insopportabile.

 

 

 

INTERROGA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE

 

Per conoscere:

 

dalla Regione Liguria  sela Società Autostradeper l’Italia ha in programma l’installazione di barriere fonoassorbenti nella tratta che va dall’uscita della galleria Colle Pianetti, viadotto Castagna, uscita di Genova Nervi, viadotto Bagnara sino all’entrata della galleria di Colle degli Ometti in direzione Livorno;

se sono previsti interventi per attenuare il rumore sui giunti di dilatazione dei viadotti Castagna e Bagnara.

 

 

 

 

 

 

 

 

Chiesa: “Ai piccoli Comuni la gestione del servizio idrico”

Chiesa: “Ai piccoli Comuni la gestione del servizio idrico”

 

Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha presentata in data odierna alla presidenza del Consiglio Regionale la proposta di deliberazione avente ad oggetto la proposta di legge alle Camere ai sensi dell’articolo 121 della Costituzione.

 

La proposta prevede le modifiche all’articolo 2, comma 186-bis della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come inserito dall’articolo 1, comma 1-quinquies, della legge 26 marzo 2010, n. 42 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni).

 

“L’obiettivo è quello di introdurre la norma che l’adesione alla gestione unica del servizio idrico integrato – spiega Chiesa – è facoltativa per i Comuni con popolazione fino a 3000 abitanti inclusi nel territorio delle comunità montane o delle unioni di comuni, a condizione che gestiscano l’intero servizio idrico integrato, e previo consenso dell’ente Regione”.

A seguito della gestione del servizio da parte dell’ATO, non è conseguito un apprezzabile miglioramento dei servizi erogati, ma al contrario un significativo aumento dei costi delle tariffe; inoltre, molte delle società chiamate a gestire dette risorse hanno prodotto debiti con conseguenze negative sulle regioni, sugli enti locali, sull’utenza e sui propri dipendenti.

“La gestione delle risorse idriche rappresenta un immenso patrimonio economico culturale, frutto di sacrifici e tanta dedizione delle generazioni passate – conclude Chiesa – che spesso con enormi sacrifici hanno realizzato senza aiuti gli acquedotti che oggi servono molti paesi”.

Alla luce di quanto sopra si rende necessario reintrodurre la norma troppo frettolosamente soppressa, ampliandola ai comuni con popolazione fino a 3000 abitanti consentendo loro di gestire direttamente il servizio idrico integrato.

 

Genova, 28 marzo 2013

Presentata in data odierna la Proposta di legge alle Camere per garantire ai piccoli Comuni la gestione diretta dell’acqua

  

Proposta di deliberazione

avente ad oggetto:

Proposta di legge alle Camere

ai sensi dell’articolo 121 della Costituzione “Modifiche all’articolo 2, comma 186-bis della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come inserito dall’articolo 1, comma 1-quinquies, della legge 26 marzo 2010, n. 42 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni)”

 

di iniziativa del Consigliere:

 

Ezio CHIESA

 

Presentata alla Presidenza del Consiglio Regionale il 28 marzo 2013 


IL CONSIGLIO  REGIONALE

ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA LIGURIA 

VISTO l’articolo 121, secondo comma, della Costituzione;

 

PREMESSO:

 che per il servizio idrico integrato si intende la riorganizzazione della gestione dei servizi pubblici di acquedotto, di fognatura e di depurazione;

 che tale materia è stata riformata originariamente dalla legge 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), la cd. “Legge Galli”;

che successivamente la materia è stata definita dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale);

 che per il raggiungimento di tutti gli obiettivi posti nel decreto legislativo sopra citato è prevista la riorganizzazione complessiva delle strutture di programmazione e gestione con la costituzione di nuovi soggetti istituzionali: le Autorità d’Ambito;

che tali Autorità, ai sensi dell’articolo 148 del d.lgs. n. 152/2006, sono costituite in ciascun ambito territoriale ottimale delimitato dalla competente regione; ad esso partecipano obbligatoriamente, ai sensi del medesimo articolo, gli enti locali che fanno parte del territorio;

che la Regione Liguriaha individuato sul suo territorio gli Ambiti territoriali ottimali di Imperia, Savona, Genova e La Spezia coincidenti con i rispettivi territori delle attuali Province;

che l’istituzione delle ATO ha creato disagi tra la maggior parte dei Comuni dell’entroterra ligure, in quanto questi Comuni originariamente gestivano in economia diretta il servizio idrico e traevano da ciò una entrata economica che spesso veniva utilizzata per coprire i costi di altri servizi;

che la legge 26 marzo 2010, n. 42 che ha convertito il decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2 (Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni) ha soppresso le Autorità d’ambito territoriale di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni;

che in particolare la soppressione dell’articolo148 hamortificato i piccoli Comuni Montani espropriandoli della loro unica risorsa, l’acqua;

che alla luce di quanto sopra si rende necessario consentire ai comuni con popolazione fino a 3000 abitanti di gestire direttamente il servizio idrico integrato;

che per apportare tale modifica occorre che le Camere approvino una legge in tal senso;

 

DELIBERA

 di approvare l’allegata proposta di legge alle Camere, ai sensi dell’articolo 121, secondo comma, della Costituzione, avente ad oggetto “Modifiche all’articolo 2, comma 186-bis della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come inserito dall’articolo 1, comma 1-quinquies, della legge 26 marzo 2010, n. 42 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni)”.

RELAZIONE

 

alla proposta di legge:

 

“Modifiche all’articolo 2, comma 186-bis della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come inserito dall’articolo 1, comma 1-quinquies, della legge 26 marzo 2010, n. 42 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni)”

La riforma del servizio idrico integrato, inteso quale organizzazione della gestione dei servizi pubblici di acquedotto, di fognatura e di depurazione, è stata introdotta dalla legge 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), cd. “Legge Galli”.

Per il raggiungimento degli obiettivi posti dalla “Legge Galli” è stata prevista la riorganizzazione complessiva delle strutture di programmazione e gestione con la costituzione di nuovi soggetti istituzionali: le Autorità d’Ambito.

Tali Autorità, ai sensi dell’articolo 148 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 156 (Norme in materia ambientale), sono costituite in ciascun ambito territoriale ottimale delimitato dalla competente regione; ad esso partecipano obbligatoriamente, ai sensi del medesimo articolo, gli enti locali che fanno parte del territorio.

La Regione Liguriaha provveduto a suddividere il territorio regionale in quattro ambiti territoriali ottimali, i cui confini corrispondono ai limiti amministrativi delle attuali quattro province liguri.

Compito fondamentale di tali Autorità era quello di organizzare il servizio idrico integrato ed affidarne la gestione ad un soggetto gestore.

L’applicazione della Legge Galli, con la creazione degli ATO e l’affidamento del servizio al gestore unico, ha prodotto, nelle nostre montagne, un aumento sproporzionato delle tariffe a danno dei cittadini, senza un significativo aumento degli investimenti sulla rete idrica, peraltro già in buone condizioni grazie, anche, agli investimenti effettuati in passato dalle singole amministrazioni.

La legge 26 marzo 2010, n. 42 nel convertire il decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2 (Interventi urgenti concernenti enti locali e regioni) ha inserito l’articolo 1, comma 1-quinquies che recita “… sono soppresse le Autorità d’ambito territoriale di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni. …”.

Il soppresso articolo 148 del d.lgs. 152/2006 stabiliva, al comma 5, che pur “restando la partecipazione obbligatoria all’Autorità d’ambito di tutti gli enti locali ai sensi del comma 1, l’adesione alla gestione unica del servizio idrico integrato è facoltativa per i comuni con popolazione fino a 1000 abitanti inclusi nel territorio delle comunità montane, a condizione che gestiscano l’intero servizio integrato, e previo consenso dell’Autorità d’ambito competente”.

Originariamente attraverso l’articolo 148 il legislatore intendeva introdurre una norma in grado di riconoscere ai Comuni fino a 1000 abitanti, che rappresentano spesso territori economicamente svantaggiati, la possibilità di gestire in proprio il servizio idrico integrato dove l’acqua rappresenta spesso la principale se non l’unica risorsa certa.

A seguito della gestione del servizio da parte dell’ATO, non è conseguito un apprezzabile miglioramento dei servizi erogati, ma al contrario un significativo aumento dei costi delle tariffe; inoltre, molte delle società chiamate a gestire dette risorse hanno prodotto debiti con conseguenze negative sulle regioni, sugli enti locali, sull’utenza e sui propri dipendenti.

La gestione delle risorse idriche rappresenta un enorme patrimonio economico culturale, frutto di sacrifici e tanta dedizione delle generazioni passate, che spesso con enormi sacrifici hanno realizzato senza aiuti gli acquedotti che oggi servono molti paesi.

Alla luce di quanto sopra si rende necessario reintrodurre la norma troppo frettolosamente soppressa, ampliandola ai comuni con popolazione fino a 3000 abitanti consentendo loro di gestire direttamente il servizio idrico integrato.

Pertanto si rende necessario modificare l’articolo 2, comma 186-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010)), come introdotto dall’articolo 1, comma 1-quinquies, della legge 26 marzo 2010, n. 42 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni).

Proposta di legge alle Camere, ai sensi dell’articolo 121, secondo comma, della Costituzione recante:

 “Modifiche all’articolo 2, comma 186-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come inserito dall’articolo 1, comma 1-quinquies, della legge 26 marzo 2010, n. 42 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni)”

 Articolo unico

(Modifiche all’articolo 2, comma 186-bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191)

 1. Dopo il secondo periodo del comma 186-bis dell’articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, come inserito dall’articolo 1, comma 1-quinquies, della legge 26 marzo 2010, n. 42 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni)” è inserito il seguente periodo: “In ogni caso l’adesione alla gestione unica del servizio idrico integrato è facoltativa per i comuni con popolazione fino a 3000 abitanti inclusi nel territorio delle comunità montane o delle unioni di comuni, a condizione che gestiscano l’intero servizio idrico integrato, e previo consenso dell’ente Regione.”

 

Chiesa: “Fare presto nel riaprire la miniera di Gambatesa”

 

Chiesa: “Fare presto nel riaprire la miniera di Gambatesa”

 

Chiesa: “La gestione in economia del sito mette a rischio le strutture”

 

 

Il consigliere Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha esposto stamane in consiglio regionale l’interrogazione riguardante le condizioni del sito minerario di Gambatesa (Ne).

 

Chiesa ha ripercorso la storia della miniera che sino al 2011 poteva vantare circa 16 mila presenze annue di visitatori collocandosi al secondo posto in provincia di Genova, dopo l’Acquario, per numero di turisti.

 

Il consigliere regionale di Liguria Viva ha inoltre ricordato come negli ultimi annila Regione Liguriaha investito  circa 3 milioni di euro.

 

Nel 2009 l’ente Parco Aveto grazie ad un finanziamento della Regione Liguria aveva acquistato dalla società Silma il complesso nel Comune di Ne.

 

I guai sono iniziati a seguito della formalizzazione alla Regione Liguria, avvenuta nel 2011, da parte di Silma  dell’istanza di rinuncia allo sfruttamento della concessione mineraria facendo  cessare lo status di miniera del complesso di Gambatesa.

 

Intanto nel dicembre 2012 è scaduto il contratto tra l’Ente Parco Aveto e la Cooperativa di lavoro che impiegava due soci al fine di assicurare l’apertura del sito turistico, contratto rinnovato solo sino alla fine del mese di febbraio 2013.

 

Chiesa ha sollecitato la Regione ad intervenire in tempi brevi per assicurare la riapertura di Gambatesa.

 

Nella replica l’assessore regionale all’Ambiente Renata Briano ha ricordato il lavoro svolto nei mesi scorsi dal  Gruppo di lavoro per la redazione di un testo che permettesse l’utilizzo a fini turistici delle miniere dismesse. Il confronto con l’Agenzia del Demanio e la Soprintendenza per i beni artistici e culturali al fine di ottenere un preciso quadro giuridico di riferimento purtroppo non ha dato esito positivo,la Regione Liguriadeve pertanto perseguire la strade di ottenere la qualifica di <bene culturale> al fine di derogare dalle norme di sicurezza e nel contempo permettere la riapertura.

 

La Briano ha inoltre evidenziato come la presenza di pochi visitatori, solo un centinaio nel2012, haconvinto l’Ente Parco a non rinnovare la convenzione con la Cooperativa ritenendo opportuno assolvere tale compito in economia in attesa di predisporre un bando per la gestione.

 

“Se il sito turistico non sarà riaperto in tempi brevi – afferma Chiesa – si vede vanificato tutto il lavoro svolto negli anni scorsi, la gestione in economia, vista la cronica carenza di personale da parte dell’Ente Parco rischia di lasciare il sito incustodito in balia dei vandali che potrebbero causare seri danni”.  

 

 

Genova, 26 marzo 2013

Ultimo consiglio regionale prima di Pasqua

Si svolge oggi l’ultimo consiglio regionale prima delle festività pasquali. All’ordine del giorno diverse interrogazioni presentate dai consiglieri di maggioranza e opposizione. Tra queste, quella avanzata da Ezio Chiesa Liguria Viva) che sollecita la riapertura del sito turistico presso la miniera di Gambatesa (Ne) chiuso ormai da oltre un anno. All’ordine del giorno anche la modifica della composizione riguardante le commissioni regionali. Provvedimento necessario dopo l’elezione alla Camera dei Deputati del consigliere del Pd Lorenzo Basso sositituito da Antonino Oliveri.

Si riunisce la Commissione Salute

Stamane alle 10.00 prevista la riunione della III^ Commissione regionale Salute e Sicurezza Sociale. Si discute della proposta di legge relativa allo schema di protocollo generale tra la Regione Liguria e l’Università degli Studi di Genova e del disegno di legge riguardante la disciplina degli orari, dei turni e delle ferie delle farmacie. Sarà presente Ezio Chiesa (Liguria Viva)

Regione: riunione della Commissione Salute

Stamane alle 10.00 prevista la riunione della III^ Commissione regionale Salute e Sicurezza Sociale. Si discute della proposta di legge relativa allo schema di protocollo generale tra la Regione Liguria e l’Università degli Studi di Genova e del disegno di legge riguardante la disciplina degli orari, dei turni e delle ferie delle farmacie. Sarà presente Ezio Chiesa (Liguria Viva)