30 aprile 2014

Regione: si svolge oggi l’assemblea legislativa

Sono fissati per stamane alle 10.00 i lavori del Consiglio Regionale che puoi conoscere cliccando qui a fianco: consiglio regionale del 30 aprile

Regione: bilancio Gruppo Misto Liguria Viva 2010/2012

Per opportuna conoscenza di quanti vogliono capire meglio il bilancio del Gruppo Misto Liguria Viva 2010 – 2012 e per quanti invece si ostinano a non capire, ha dire il vero il fatto è limitato a un solo soggetto, pubblichiamo ancora una volta il documento contabile dal quale si evince chiaramente che nel triennio 2010/1012 il consigliere Ezio Chiesa ha integrato le risorse del Gruppo con oltre 25 mila euro di tasca sua.

            Gruppo Consiliare “GRUPPO MISTO – LIGURIA VIVA”

 ANNI 2010 (dal 07/10/2010) 2011, 2012. – L.r. n. 38/90, artt. 4, 6, 7, e ss.mm.

 

ANNO 2010

 

 

 
Finanziamenti ricevuti dal07/10/2010 al 31/12/2010

 

 € 23.586,30                
Spese Personale   €    5.967,34           

 

Spese funzionamento GruppoCompetenze Conto Corrente  €    6.031,65 €         21,55  €         4,86
ANNO 2011                
Finanziamenti ricevuti dal01/01/2011 al 31/12/211

 

 € 72.517,84                
Spese Personale  €   43.539,05            
Spese funzionamento GruppoCompetenze Conto Corrente €   46.197,77 €          90,40    €        82,94
ANNO 2012

 

 
Finanziamenti ricevuti dal01/01/2012 al 31/12/2012

 

€ 72.517,84                
Spese Personale  €   50.079,99      
Spese funzionamento GruppoCompetenze Conto Corrente €   42.019,51€        117,83  €          32,86
TOTALI € 194.065,09 € 168.742,64
Disavanzo coperto con  risorse personali del Consigliere Ezio Chiesa €   25.322,45   

 

 

    Il Capogruppo

        Ezio Chiesa

 

Regione: oggi si riunisce la I^ Commissione

Stamane dopo tre giorni di feste riprende l’attività delle Commssioni Regionali, per le ore 15 prevista la convocazione della I^ Bilancio e Programmazione, in discussione la Proposta di Legge avanzata dall’ufficio di presidenza del consiglio presentata al fine di migliorare i lavori dell’assemblea legislativa. Clicca a fianco e leggi l’ordine del giorno della Commissione:I^ Commissione del 28 aprile

Spese pazze: Le due facce di Ezio Chiesa (Liguria Viva) quella del TG1 e quella di un quotidiano genovese

Spese pazze: Le due facce di Ezio Chiesa (Liguria Viva) quella del TG1 e quella di un quotidiano genovese

Le persone che ieri sera hanno seguito il TG1 e quanti hanno letto, ieri e oggi, il principale quotidiano genovese devono pensare che in Consiglio Regionale ci sono due Ezio Chiesa. Andiamo per ordine: per quanto riguarda l’inchiesta delle “spese pazze” che vede coinvolti i consiglieri regionali della Liguria il servizio del Tg1 andato in onda ieri sera ha precisato che tutti i gruppi consiliari sono coinvolti tranne il Gruppo Misto – Liguria Viva e il suo capogruppo Chiesa. Papale e corretto il commento del Tg1: “Chiesa ha integrato le risorse del gruppo con soldi propri”. Insomma il TG1 ha fotografato la realtà. Di diverso avviso quanto apparso su un quotidiano della Liguria che continua a sostenere come Chiesa abbia restituito 6.273 euro per spese non ammissibili. Nella giornata di ieri con un breve comunicato stampa Chiesa ha ancora una volta spiegato i fatti. A seguito del comunicato, quale il comportamento del principale quotidiano? Nell’edizione genovese ha riportato parte del comunicato di Chiesa sentendosi in dovere di precisare che questa è la sua interpretazione dei fatti. Pare evidente che di fronte a quanto accaduto non ci sono fatti da interpretare ma solo la verità da raccontare. Se il quotidiano nutre dubbi sul fatto che Chiesa non abbia, come da lui sostenuto, integrato le risorse del gruppo con soldi propri, ma invece sia stato costretto a restituirli a seguito dei rilievi della Corte dei Conti, resta una sola cosa da fare ai solerti giornalisti: chiedere lumi alla Corte dei Conti o leggere con grande attenzione tutti gli atti. Inoltre il quotidiano ha pensato bene di pubblicare le precisazioni di Chiesa sull’edizione di Genova evitando così che quanto scritto venisse a conoscenza dei cittadini del Tigullio dove, guarda caso, Chiesa e maggiormente radicato. Insomma l’ascoltatore della tv  e il lettore finiscono per avere l’immagine di due Chiesa diversi. Per la Rai Chiesa ha sempre messo del suo, oltre 25 mila euro in tre anni dal 2010 al 2012, nei fondi del Gruppo Misto Liguria Viva per il quotidiano genovese invece ha restituito 6.273.

Genova, 27 aprile 2014

 

Chiesa: “Spese pazze, non ho restituito niente ho pagato prima”

 

 Chiesa: “Spese pazze, non ho restituito niente ho pagato prima”

 In merito a quanto apparso oggi su Il Secolo XIX nell’artico “Spese pazze, bufera su altri 15 consiglieri” a fronte di quanto erroneamente scritto in merito al sottoscritto e al Gruppo Misto – Liguria Viva preciso quanto segue:

“Ezio Chiesa quale unico esponente del Gruppo Misto Liguria Viva non ha mai restituito nulla, come indicato nell’articolo di Matteo Indice e Roberto Sculli e nella classifica degli sprechi nel 2012 dopo la radiografia della Corte dei Conti, in quanto pur avendo inserito nel bilancio alcune spese, tra le quali i 6.273 euro citati dal quotidiano, queste, pur essendo spese collegate all’attività funzionale del Gruppo,  sono state sostenute con risorse proprie”.

Cosi come correttamente rilevato dalla stessa Corte dei Corti Sezione Controlli.

In conclusione non ho dovuto restituire nulla per la semplice ragione che la parte di spese ritenute inammissibili sono state sostenute anticipatamente con risorse proprie.

 Genova, 26 aprile 2014

Chiesa: “Qualcosa non quadra, per quanto riguarda i fondi stanziati dal Governo per l’alluvione, l’assessore e candidato Briano dichiara che non è stato previsto alcun piano di intervento per la messa in sicurezza”

“A fronte delle risorse stanziate non è allo stato previsto alcun piano di intervento volto agli interventi segnalati in messa in sicurezza”.

 Questa la risposta fornita dall’assessore regionale e candidato del Partito Democratico al parlamento europeo Renata Briano all’interrogazione presenta da Ezio Chiesa (Liguria Viva) che aveva chiesto chiarimenti circa l’impiego delle risorse economiche,13 milioni di euro,stanziate dal Governo a seguito dell’emanazione dello  Stato di emergenza calamità naturali per le giornate del 25/26 dicembre 2013,4/5 gennaio e dal 16 al 20 gennaio 214.

“La risposta non convince in quanto il provvedimento emesso dal Commissario delegato ha ammesso a finanziamento il 14% del danno complessivamente segnalato – afferma Chiesa – da ogni ente territoriale per quanto riguarda le somme urgenze e la messa in sicurezza”.

Una domanda sorge spontanea,se nessun intervento sarà realizzato per opere di messa in sicurezza per quale ragione i 13 milioni stanziati dal Governo non sono stati finalizzati solo ai lavori relativi alle somme urgenze.

“Credo sarebbe stato più opportuno – continua Chiesa – assegnare i finanziamenti per quanto riguarda le somme urgenze verificando che le richieste fatte al riguardo fossero conformi a quanto previsto dalla legge”.

La strada intrapresa ha invece finito per privilegiare quei Comuni o Province che hanno indicato cifre molto alte  per quanto riguarda la messa in sicurezza per la quale scopriamo oggi dall’assessore e candidata Briano che non è stato previsto alcun piano di intervento.

Clicca qui e leggi la risposta dell’assessore all’Ambiente Renata Briano all’interrogazione del consigliere Chiesa: risposta assessore Briano

 

Genova, 24 aprile 2014

Chiesa: “Riforma Ato, la Regione Liguria deve difendere la Legge davanti alla Corte Costituzionale contro l’impugnativa del Governo”

Chiesa: “La decisione del Governo viola l’esito referendario del 2011,  la volontà  di molti cittadini dell’entroterra che attraverso una petizione popolare hanno manifestato l’intenzione che siano i Comuni a gestire il ciclo integrato delle acque e  le normali regole del buon senso”

 Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha presentato stamane una interrogazione al presidente della giunta per sapere se la Regione Liguria intende difendere il provvedimento davanti alla Corte Costituzionale per ribadire la legittimità della Legge n. 1 del 24 febbraio 2014 “Norme per l’individuazione degli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni relative al servizio idrico e alla gestione integrata dei rifiuti” approvata dall’Assemblea Legislativa e impugnata dal Governo.

 La Regione Liguria nel mese di febbraio ha approvato la  suddetta legge che,in attuazione delle previsioni della normativa nazionale,si propone la finalità di istituire un nuovo sistema di governo dei servizi idrico e dei rifiuti articolato su un nuovo riparto di competenze tra gli enti locali.

 “Con stupore ho appreso che in data 18 aprile 2014 – afferma Chiesa – il Consiglio dei Ministri ha deciso l’impugnativa della  Legge individuando presunti profili di illegittimità costituzionale con riferimento a diversi articoli”.

 Soprattutto per quanto riguarda i rilievi relativi all’articolo 10 che attribuisce ai Comuni già appartenenti alle comunità montane con popolazione inferiore o uguale a tremila residenti la possibilità di “gestione autonoma del servizio”  le motivazioni addotte nell’impugnativa sembrano in palese contrasto con l’esito referendario del 2011,con la volontà  di molti cittadini dell’entroterra che attraverso una petizione popolare hanno manifestato l’intenzione che siano i Comuni a gestire il ciclo integrato delle acque e con le normali regole del buon senso.

“La decisione assunta dal Governo solleva, tra l’altro, la questione della concorrenzialità – conclude Chiesa –  dopo che la normativa vigente ha permesso di affidare in “house” per decenni la gestione del servizio idrico alle grandi aziende partecipate”.

La Legge regionale in oggetto è un provvedimento atteso da molti Comuni dell’entroterra stanchi di dover soggiacere alle regole di mercato imposte da Iren e dalle aziende partecipate che hanno finito per provocare un aumento indiscriminato delle tariffe,pertanto la Regione Liguria deve fare valere i suoi diritti davanti alla Corte Costituzionale.

Genova,23 aprile 20145

 

 

Chiesa: “Pretestuose le motivazioni del Governo nell’impugnare la legge regionale sulla riforma dell’Ato”

Chiesa: “Pretestuose le motivazioni del Governo nell’impugnare la legge regionale sulla riforma dell’Ato” 

Chiesa: “Il Governo invece di stare dalla parte della gente difende le grandi aziende partecipate”

 “La decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge della Regione Liguria 1/2014 recante <Norme per l’individuazione degli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni relative al servizio idrico e alla gestione integrata dei rifiuti> rappresenta una profonda ingiustizia contro l’esito referendario e compiuta con assurde giustificazioni”.

 Dura la presa di posizione del consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) nei confronti del Governo che ha deciso di impugnare una legge votata dal Consiglio Regionale nel febbraio scorso.

 Chiesa aveva contribuito in modo determinante alla stesura della legge intervenendo soprattutto a difesa dei piccoli Comuni ai quali veniva concessa la possibilità della gestione del ciclo integrato delle acque.

 In modo particolare per quanto riguarda l’articolo 10 che indica la possibilità per i Comuni già appartenenti alle Comunità Montane con popolazione inferiore o uguale a tremila residenti la legge prevede la gestione autonoma del servizio.

“Il Governo ritiene che questa norma sacrosanta voluta dalla gente anche attraverso una petizione popolare – continua Chiesa – non appare idonea a perseguire i criteri di efficienza, efficacia ed economicità, nulla di più sbagliato in quanto le legge prevede chiaramente come i Comuni prima di gestire l’acqua devono assicurare la gestione dell’intero ciclo idrico integrato, il bilancio idrico positivo e livelli di prestazioni conformi alla normativa vigente”.

 Il Governo ritiene inoltre che l’articolo 10 non garantisca concorrenzialità e efficienza.

“Si tratta di un altro errore in quanto in tutti questi anni abbiamo visto come a non garantire concorrenzialità e efficienza – conclude Chiesa – sia stata le gestione affidata a Iren e alle aziende ad essa collegate”.

Meraviglia che il Governo sollevi oggi la questione della concorrenzialità dopo che la normativa vigente ha permesso di affidare in “house” per decenni le gestione del servizio idrico alle grandi aziende partecipate.

Il Governo invece di stare dalla parte dei cittadini difende le grandi aziende,tocca ora alla Regione Liguria fare sentire la sua voce.

Genova,22 aprile 2014