Capurro Chiesa: “Ecco la verità sull’abolizione del listino”

 

Capurro Chiesa: “Ecco la verità sull’abolizione del listino”

Visto le dichiarazioni dell’assessore Raffaella Paita occorre fare il punto  su quanti,con i fatti,si sono adoperati durante la legislatura per l’abolizione del listino e quanti,invece,si sono adoperati solo a parole.

Il consigliere Ezio Chiesa e il collega Armando Ezio Capurro sono stati tra i primi,già nel 2012,ad avanzare una proposta di legge tesa all’abolizione del listino.

“In seguito la proposta è stata discussa in commissione e successivamente in consiglio – afferma Chiesa – solo a seguito delle reiterate richieste fatte dal sottoscritto all’inizio del 2013 nei  confronti del presidente della Commissione Affari Generali Valter Ferrando”.

Il 23 luglio in Consiglio Regionale l’allora presidente Rosario Monteleone si rifiutava di iscrive all’ordine del giorno la proposta di legge,conseguentemente Chiesa e Capurro,insieme ad altri esponenti della minoranza,ripetutamente chiedevano a Monteleone di dare <voce all’aula> invece di trincerarsi sulle sue “discrezionali prerogative”.

Successivamente la discussione e conseguente votazione avveniva in aula il 1 agosto,purtroppo il disegno di legge non veniva approvato a causa dell’uscita dall’aula degli esponenti del centrodestra.

 All’inizio del 2014 Chiesa ripresentava la proposta di modifica della legge elettorale,sempre tesa all’abolizione del listino,durante la discussione in commissione avvenne il <fatto storico> del <Nazzareno Ligure> attraverso l’accordo tra il Pd e Forza Italia. Intesa destinata a durare pochi giorni in quanto al momento della discussione in consiglio regionale naufragò tutto a seguito della presa di posizione del coordinatore di Forza Italia Sandro Biasotti.

I consiglieri Capurro e Chiesa non si sono persi d’animo,nel febbraio scorso attraverso un emendamento al testo giacente in commissione,hanno reiterato la richiesta che il premio di maggioranza anziché attraverso il “listino” fosse individuato nei candidati nelle liste circoscrizionali in base ai voti conseguiti dalle liste  della coalizione collegate al presidente attraverso l’assegnazione dei resti.

Purtroppo,invece,il Pd durante la legislatura,non ha mai voluto parlare di abolizione del listino e,solo a tempo scaduto quando le elezioni sono state spostate da marzo a maggio,ha presentato una proposta di legge per abolirlo prevedendo però  di ottenere la maggioranza alla coalizione vincente,senza alcuna soglia minima di voti (con 6 candidati presidente si potrebbe vincere anche con il 20%!!),cosa di dubbia legittimità costituzionale e avrebbe dato il premio di maggioranza di 6 consiglieri tutto al primo partito della coalizione vincente,riducendo gli altri partiti e gruppi al ruolo di comparsa.

“Questi sono i fatti – proseguono Capurro e Chiesa – depositati agli atti del consiglio regionale e a disposizione di tutti”.

Episodi che dovrebbe ben ricordare anche l’assessore Paita,la proposta di modifica della legge elettorale ha avuto un percorso fuori tempo massimo come quella dei rifiuti,anch’essa esaminata e approvata la settimana scorsa,quando il consiglio avrebbe dovuto già essere sciolto,visto che la data prevista per le elezioni era il 15 marzo 2015.

“Quanto sopra non per fare polemica – concludo Capurro e Chiesa –ma soltanto per ristabilire la verità ricordando altresì la correttezza del nostro comportamento in commissione e consiglio regionale che, ovviamente non poteva prescindere dall’esprimere le nostre opinioni come avviene in ogni consesso democratico”.

Genova,3 aprile 2015